Domande e risposte
ESSERE ISOLATI SUL LAVORO
Lavoro in un piccolo ufficio e, tra i dipendenti, sono l'unico uomo. Le mie colleghe non mi parlano, fanno come se io non esistessi, parlano solo con i capi, con i quali vanno a pranzare. Qualche anno fa andavo anch'io a pranzare con loro ma mi sentivo isolato e ,soprattutto, mi sembrava un gruppo tossico, perché si dicevano cattiverie. Poi ho scoperto di essere celiaco e da allora mi porto sempre il pranzo da casa, da quel momento non mi hanno più rivolto la parola. Secondo voi questo è mobbing? Come posso dimostrarlo?
Vivere sul lavoro una situazione di isolamento e di poca considerazione non è affatto facile, specialmente in un ambiente in cui si trascorre tanto tempo. Cerchiamo di capire meglio ciò che sta accadendo e come puoi affrontarlo.

SI TRATTA DI MOBBING?
Perché si possa parlare di mobbing, ci devono essere alcune caratteristiche specifiche:
- Comportamenti ostili e sistematici: le azioni devono essere intenzionali e reiterate nel tempo, con l’obiettivo di escluderti o metterti in difficoltà.
- Durata e frequenza: non si tratta di episodi sporadici, ma di un pattern costante.
- Effetti sul tuo benessere: il mobbing spesso causa danni psicologici o fisici a chi lo subisce.
Nel tuo caso, non ho abbastanza elementi per poter fare questa ipotesi. L’atteggiamento delle tue colleghe potrebbe essere un segnale di esclusione, di mancanza di cura, ma non è detto che si tratti di mobbing. Certo, descrivi dinamiche di gruppo impegnative da vivere giornalmente.
RIFLETTERE PER FARE UN BILANCIO
Ti invito a riflettere su alcuni punti che potrebbero aiutarti a fare chiarezza sulla tua situazione:
- Cosa pensi del tuo lavoro?
Ho notato che non hai fatto alcun riferimento alle mansioni lavorative. Intendo: al di là della dinamica relazionale che descrivi, sei soddisfatto del tuo lavoro? La società per cui lavori funziona bene? Ti propongo questo spunto per cercare di fare un bilancio che tenga in considerazione di entrambi i versanti: relazionale-umano e mansioni di lavoro. Mettendo assieme questi due aspetti, il tuo bilancio potrebbe cambiare? - Ci sono altre risorse?
Non hai detto nulla dei tuoi capi. Potrebbero essere una buona risorsa per te? Interlocutori a cui poter fare riferimento per uscire da questa situazione di isolamento? - Attenzione al pericolo di auto-esclusione!
Frequentemente, le dinamiche di esclusione generano reazioni di auto-esclusione, diventando un connubio difficile da gestire. Infatti, essere esclusi è doloroso e spesso, ad esempio, si attivano strategie protettive, che inducono ad auto-escludersi per prevenire il pericolo di essere esclusi. Questo non fa altro che rafforzare e strutturare il processo di isolamento. Potrebbe essere il tuo caso?
Credo che una consulenza psicologica potrebbe aiutarti a far luce sulla tua situazione, aiutandoti a trovare eventuali nuove prospettive.
Spero che questi spunti possano esserti utili.
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